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Deliri scritti a quattro zampe.


Diario


8 febbraio 2011

LE PIP DEL TABACCAIO TRISTE

Certe volte, quando torno dal lavoro, decido di “tagliare dai boschi”, tanto per avere un po' di paura. Poco prima di entrare nel bosco, in una via un po' così di una zona un po' così, mi fermo a comprare le sigarette dal tabaccaio triste. Per entrare, devi schiacciare un campanello e lui ti guarda in faccia e pigia un bottone che ha nascosto sotto al tavolo e ti apre. La luce di metallo da ospedale invade la stanza e la ovatta. Non c'è musica. Non ci sono rumori. Non ho mai visto dentro nessuno, a parte lui e me. Lui è un tipo bislungo, con la pelle color cera, ma non ha una bella cera, ha i capelli squadrati e impomatati di argento, la bocca stretta e gli occhi di paura. Indossa sempre lo stesso modello di maglione di lana, coi rombi che sanno di naftalina e di Felce Azzurra. I pantaloni non li vedo, ma sono convinta che siano di velluto a coste grandi. È un giovane-vecchio: avrà sì e no 40 anni, ne dimostra 62.
 


 

Non è un tabacchi tutto pienissimo come gli altri che non sai nemmanco dove guardare: la stanza è grandona, ma è vuota. Ci sono tante cose diverse, ma son contate e probabilmente son lì dai primi anni '80. In vetrina sono esposte 4 macchinine, un camion dei pompieri, la moto della polizia, due Barbie finte e una maschera da Zorro. Forse i giochi erano i suoi di quando era piccolino (che tensione, oh). Poi ci son i biglietti di auguri e le cartoline della piazza e della chiesa. In una parete 5 scaffali di vetro vuoti e uno con sopra 8 profumi da donna, una vetrinetta con dentro 3 after shave e anche un pennello per farsi la barba. Sul bancone, da una parte ci sono gli accendini colorati e dall'altra, quelli con le donne nude. E poi ci son le caramelle: Charms al limone, quelle all' Orzo, le zuccherine e altre che non ho fatto in tempo a vedere perchè, mentre guardi in giro, lui non ti toglie lo sguardo di dosso.

Comunque, io in verità vado dal tabacchino triste solo per le Pip.

 


 

Le sue Pip, quando le apri, ci rimane sempre un po' di carta attaccata, ma fa niente... son buonone lo stesso.

"La tristezza vien vissuta come un valore negativo, mentre invece va vissuta come un valore positivoooo... non commettete l'errore di denigrare la tristezza..." Elio e le storie tese.

 


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permalink | inviato da YELLOW PIGURA il 8/2/2011 alle 0:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
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